"DioBò"... Avrebbe detto Marco, da figlio di queste terre dove i MOTORI ce l'hanno nel sangue... Fa male, un dolore sordo e costante, un pensiero che rimane latente, l'immagine di tutta quella gioia, allegria e voglia di vivere, stroncato, li in terra, in mezzo a una pista dove poi il tempo è sembrato fermarsi, congelato, attonito e incredulo.
"Marco è Morto", il volto di Paolo Beltramo stravolto chiudeva ogni speranza. Che strazio, che vuoto indescrivibile.
Marco non è solo, lo accompagna in questo viaggio un intero popolo, Motociclista e non, lo accompagnamo noi sicuramente che abbiamo l'anima segnata dai tanti amici che abbiamo lasciato in terra, vittime sacrificali del Sacro Fuoco della Passione delle Due Ruote...
Tutti noi abbiamo immolato parte della nostra anima, talvolta alcuni di noi anche parte del nostro stesso corpo, a questo spirito ruggente che attrae come le sirena ammaliatrice. Spesso consapevoli dei rischi ma totalmente dimentichi di esse quando alla guida della Bestia, nostra adorata amante.
Buon Viaggio Fratellino, spero tu possa essere sereno ora come lo sei sempre stato in vita.
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“… A me correre piaceva da matti"
Diobò che bello !
di Paolo Beltramo
e Marco Simoncelli
Mondadori